DIRITTO INTERNAZIONALE? NON FATEMI RIDERE!
Le motivazioni dell’attacco americano al Venezuela (la guerra al narcotraffico) sono così scopertamente pretestuose che persino i media italiani (i più asserviti dell’Occidente agli interessi dell’imperialismo Usa) non possono fare a meno di ammettere che il vero obiettivo del blitz è il controllo sulle immense risorse petrolifere del Paese latinoamericano. Un prima rapida occhiata ad alcune delle maggiori testate europee conferma che le voci di condanna prevalgono sulle giustificazioni (il che è tanto più significativo in quanto l’atteggiamento dell’Europa nei confronti del regime socialista venezuelano è sempre stato a dir poco vergognoso: dalle fake news sulla presunta natura totalitaria della rivoluzione bolivariana, all’esaltazione di personaggi come la politica venezuelana di estrema destra Machado, insignita del premio Nobel per la Pace).
Ciò detto è opportuno porsi una domanda: se l’attacco fosse stato ordinato, invece che da Trump, da Biden o da un altro presidente democratico la reazione sarebbe stata la stessa, oppure staremmo assistendo a un coro di felicitazioni per il rovesciamento del “dittatore” Maduro e per la restaurazione della “democrazia” a Caracas? La domanda è ovviamente retorica, ma se chi mi legge avesse dubbi in proposito, gli consiglio di ricordare (se non è troppo giovane) quale è stata la reazione delle “democrazie” europee a tutte le aggressioni criminali perpetrate dagli Stati Uniti in Iraq, Afganistan, Libia, Serbia (occasione in cui siamo stati complici attivi). Trump raccoglierà comunque il plauso unanime delle destre di tutto il mondo, ma le critiche – un po’ meno radicali nel caso di PD e consimili – suonano francamente ipocrite, dettate più dal contrasto con le posizioni “politicamente scorrette” del bestione repubblicano che dalle sue strategie geopolitiche (tanto è vero che lo attaccano più per avere ritirato il suo appoggio incondizionato al regime neonazista di Kiev che per avere legittimato il genocidio perpetrato da Israele a Gaza…)
Aggressione criminale? Assolutamente sì, (al pari di tutte le precedenti). Aggressione illegale, violazione del diritto internazionale? Se per diritto internazionale si intende il rispetto formale (e sottolineo formale) della sovranità nazionale e del diritto all’autodeterminazione di un popolo, altrettanto indubbiamente sì. Ma è arrivato il momento di chiederci: i diritti in questione esistono o sono pure dichiarazioni di principio, destinate a essere disattese ogniqualvolta l'imperialismo occidentale decide di far valere l’unico diritto effettivo che governa la comunità internazionale, vale a dire il diritto del più forte? Qualcuno dirà che spetterebbe all’Onu far valere le ragioni degli aggrediti, ma quel qualcuno può fare tale affermazione senza che gli scappi da ridere?
La verità è che il diritto del più debole si è imposto solo dove e quando (Cina, Vietnam, Laos, Cambogia, Cuba e poche altre nazioni) l’aggredito è riuscito a dimostrasi più forte dell’aggressore (argomento impropriamente usato nel caso dell’Ucraina, ove si consideri che è stata proprio l’Ucraina a iniziare la guerra nel 2014, allorché dopo il golpe orchestrato da destre e Cia ha iniziato a massacrare la minoranza russofona). In conclusione: possiamo solo augurarci che il popolo venezuelano inizi una resistenza in stile vietnamita, in grado di infliggere all’aggressore perdite sufficienti a indurlo a pentirsi della propria imprudenza