Lettori fissi

sabato 15 luglio 2023


Ma di gran pianto Andromaca bagnata

di Piero Pagliani


Chissà cosa si aspettava Zelensky dal vertice Nato. Ha ottenuto ciò che era naturale (e che lui si merita): A) promesse di armi per continuare a mandare al massacro la sua gente (ripeto per l'ennesima volta: per niente perché bastava onorare gli accordi di Minsk, ma la Nato e i suoi pretoriani nazisti non glielo hanno permesso), B) la promessa di accettare Kiev nell'allegra compagnia atlantica della buona morte, non appena "avrà vinto". E qui ci sarebbe da piangere ma scappa solo una risata, anzi il "sogghigno della realtà", come diceva Gramsci.

Insomma, l'Ucraina deve essere munta fino all'ultimo uomo, all'ultima risorsa e all'ultima grivnia (scambiata in dollari o euro, of course - Kiev è indebitata con noi "alleati" per la metà del suo PIL).

In realtà è vero che il regolamento Nato impedisce di accettare paesi in guerra. Ma data la legge si troverebbe l'inganno se non fosse che Usa, Germania, Italia e il nucleo storico della Nato (tranne apparentemente la superpotenza mignon UK ormai completamente in stato di delirio) non se la sentono di affrontare direttamente la Russia.

E non è solo una questione di rischio nucleare. Qualche militare avrà avvertito che un conto è andare a sparare a un pastore afgano armato di kalashnikov o far fuori carri armati d'epoca iracheni, un altro è affrontare una superpotenza formato King Kong dotata di armi che l'Impero del Caos e della Menzogna nemmeno si sogna e che fanno strame in quantità industriale di tutte le armi Nato profuse in Ucraina.

Perché la Nato non ha i mezzi per affrontare la Russia, ma la Russia ha i mezzi per affrontare la Nato altrimenti il Cremlino, storicamente sede di ultrà della pianificazione, non avrebbe iniziato questa Operazione Militare Speciale che col 20% delle forze armate disponibili fa vedere i sorci verdi a uno dei più grandi e armati eserciti del mondo sostenuto da migliaia di "volontari" Nato e da un flusso continuo di armi occidentali.

Un flusso un po' troppo continuo se Biden ha dovuto affermare che fornisce bombe a grappolo (che Kiev sta già usando, quindi erano già arrivate) perché negli arsenali non ha più munizioni "normali" (sic!). Facendo impensierire Francia e Germania che si sono ricordate che la Russia possiede bombe a grappolo ben più potenti anche se finora non le ha utilizzate (Usa, Russia, Cina, India, Israele, Pakistan e Brasile non hanno firmato la Convenzione di Dublino).


I paesi dell'Est Europa - tranne l'Ungheria - Lettonia, Repubblica Ceca e Polonia in testa, scalpitavano invece per far entrare al più presto Kiev nella Nato. Sono i parvenu dell'Organizzazione Atlantica e cercano un posto al sole (e tanti bei soldini prodotti dal business della guerra). In particolare la Polonia, la jena d'Europa a sentir Churchill, vorrebbe scalzare la Germania come prima della classe (e riprendersi Leopoli e, per chiarire dove vuole andare a parare, il Sejm, la Camera dei deputati, ha adottato all'unanimità una risoluzione sulle stragi di polacchi in Volinia e Galizia effettuate durante la II Guerra Mondiale, che le riconosce come "genocidio ucraino". E Varsavia chiede a Kiev di ammettere pienamente la propria colpa. Niente sconti e messaggio chiaro). 

Ma la Vecchia Europa occidentale - Germania, Francia, e anche l'Italia se per questo - sa che se lo scontro continua la sua economia va a picco. 

In Francia vediamo le banlieue che bruciano e in  Italia un aumento esponenziale della criminalità piccola e media, e della relativa violenza, non di rado opera di immigrati "salvati" e lasciati a sé stessi e di giovani, aborigeni o oriundi, con l'anima e la mente piallate dalla società dello spettacolo, ipnotizzate dai social, umiliate dalla disoccupazione e dalla  sottoccupazione. Un modo francese e uno italiano di dar corso a una profonda rabbia e a un profondo disagio economico, culturale, affettivo e comunitario, che riguarda cioè l'intero spettro dell'esistenza sociale. Un fenomeno che fa sempre più invocare la forca ma che la forca non risolverà mai. Anzi. 


Dunque, durante il summit Nato di Vilnius a Zelensky è venuto un dubbio: non è che mentre mi bastonano mi fan vedere la carota per spingermi a negoziare con la Russia pretendendo che sia io a prendere l'iniziativa?

Intanto io dico a tutti che se la controffensiva più preannunciata della Storia sta andando in malora  è colpa loro. Poi però, visto che sono uomo di spettacolo, dico anche che i russi a Bachmut sono in trappola (i battaglioni nazisti Aidar e Azov hanno effettivamente occupato alcune alture attorno alla città, ma le forze russe ne hanno occupate altre da cui martellano quelle perse. So what? Ti assorbo e poi ti inondo, il modus operandi russo sperimentato da Napoleone e da Hitler).


Fin qui la pornografia bellica. Adesso usciamo all'Ucraina, e andiamo nel resto del mondo, là dove si svolge il lavoro back office della crisi sistemica che stiamo vedendo. Andiamo in Africa. L'Etiopia, il secondo paese africano per popolazione, ha annunciato che ha chiesto di entrare nei BRICS.

BRICS vuol dire anche nuove vie della seta, cioè la Belt and Road Initiative (BRI) cinese. L'Italia è l'unico paese europeo che ha firmato un memorandum of understanding con la BRI. Lo fece Conte e oggi la Meloni se ne è ricordata.

Con grande imbarazzo: proseguiamo, col rischio di sanzioni e attentati targati "jihad" ma ordinati   da Washington via Amazon, o facciamo finta di niente leccando le ferite di un'economia che va sempre peggio e isolandoci sempre di più dal mondo reale per rimanere intrappolati   nell'universo alternativo occidentale?

Bel dilemma, dubito che la pur vispa Giorgia sia in grado di risolverlo. 

La Schlein invece non avrebbe dubbi: la seconda che hai detto.

Ah, le donne al potere! Che svolta! Ovviamente il problema non è nelle donne che stanno al potere, ma in chi pensa che con le donne al potere sparisce il problema. 


Gira per i social la foto di Zelensky in disparte a Vilnius mentre tutti se la spassano e chiacchierano amabilmente tra loro, ma non con lui. A me quella foto mette angoscia, perché è l'icona dell'ipocrisia, della falsità e della malvagità occidentali, e io sono occidentale. 

Il messaggio è chiaro: piccolo Ze, continua a far crepare la tua gente, così noi possiamo spassarcela senza troppi pensieri.

Rhys Byrne, un mercenario irlandese al soldo di Kiev, dopo 18 mesi di guerra ha detto che ne ha abbastanza, anzi troppo, e torna a Dublino. Così ha dichiarato a Sky News:

«Sulla linea zero del fronte, è l'orrore. È l'orrore... È un massacro... Morti ovunque... Il problema più grande che dobbiamo affrontare quando andiamo in trincea è scavalcare tutti i cadaveri delle precedenti persone che ci sono già state». 


Cadaveri, su cadaveri. Figli, mariti, fratelli, padri. Cadaveri. 

Mi viene in mente Andromaca:

«Or mi resti tu solo, Ettore caro. Tu padre mio, tu madre, tu fratello, tu florido marito. Abbi deh   dunque di me pietade e qui rimanti meco a  questa torre, né voler che sia vedova la consorte, orfano il figlio».

In prima media mi studiai a memoria per diletto e ambizione tutto il VI libro dell'Iliade. Non potevo allora immaginarmi che lo avrei estratto 60 anni dopo dalla custodia della mia mente per questa enorme tragedia capitalista: cinque anni dopo eravamo convinti che stavamo iniziando la rivoluzione comunista.

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